La Città metropolitana di Milano dice no alle mafie
Un Consiglio metropolitano per ribadire il proprio no alle mafie e l'impegno nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio. Così la Città metropolitana di Milano ha deciso di celebrare, venerdì 21 marzo, la XXX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Autorità, sindaci e sindache sono stati invitati, insieme al Consiglio metropolitano, ad una assise straordinaria a Palazzo Isimbardi, mentre la cittadinanza ha potuto seguire l'evento in diretta streaming.
Ad aprire la seduta, il sindaco metropolitano Giuseppe Sala ed il segretario generale, Antonio Sebastiano Purcaro, per l'appello di rito.
"E' doveroso che il consiglio della Città metropolitana esprima la propria solidarietà al dott. Viola e alla dott.ssa Cerreti, affermando il sostegno delle istituzioni totale ed incondizionato alla Magistratura", ha esordito il sindaco, ringraziando gli amministratori e le amministratrici locali. "Le minacce ricevute - ha aggiunto - confermano la presenza delle mafie nel nostro territorio. Dobbiamo parlare di questo fenomeno nei nostri Comuni. Importante ed efficace la reazione dello Stato, come dimostrano le numerose inchieste contro le famiglie mafiose. Su questo fronte sindaci e sindache sono molto impegnati. Pensiamo al recupero dei beni confiscati a beni per la collettività, alle reti e protocolli mirati per la collaborazione contro le infiltrazioni". A Milano due comitati (Legalità e Contrasto alla criminalità organizzata) confluiscono in un unico Comitato presieduto da Nando dalla Chiesa. "La lotta alla mafia è culturale, un baluardo sono le scuole. Grazie per questo impegno", ha evidenziato Sala, ricordando come la Mafia cambi in fretta e sia fatta da più tipologie, come Camorra e 'ndrangheta che si stanno unendo.
Quindi dopo i saluti di rito e il benvenuto ad autorità e cittadinanza, è stato aperto il collegamento speciale da Trapani, dove Avviso Pubblico, di cui la Città Metropolitana fa parte, e l'associazione Libera hanno promosso una grande manifestazione nazionale. A portare la testimonianza diretta, don Luigi Ciotti, fondatore proprio di Libera e sacerdote impegnato contro le mafie, che ha portato la grande emozione della "piazza": 50mila persone in marcia coi famigliari delle vittime di mafia, per ribadire un impegno costante: "La ricerca della verità per trovare giustizia - ha detto - Il vento copre i sussurri di chi non si schiera. Mafie e corruzione godono anche di un sostegno passivo. E' importante mettersi in gioco".
Da Legnano, quindi, un collegamento speciale per l'insediamento della Commissione Antimafia dell'Altomilanese. Il sindaco di Canegrate, Matteo Modica, presidente della nuova Commissione, ha sottolineato "il momento storico per la sottoscrizione del patto tra 17 Comuni per promuovere la cultura dell'antimafia".
Quindi spazio a Marco Griguolo, presidente della Commissione Antimafia della Città metropolitana di Milano, che ha ricordato la nascita della stessa, un anno fa, e le attività svolte, ribadendo l'importanza di una rete metropolitana di contrasto alle infiltrazioni nel territorio. Un percorso, quello avviato, che passa per la solidarietà ai magistrati e per l'impegno concreto: "Oggi le mafie sono aggressive, si stanno riorganizzando e agendo insieme", ha ribadito, ricordando con emozione l'attentato sventato, grazie alle forze dell'ordine, al padre magistrato. "L'impegno della Città metropolitana sarà ribadito il 5 maggio con una Commissione Antimafia, stiamo lavorando per avere le scuole, per coinvolgere ragazzi e ragazze ed avere una speranza di sconfiggere le mafie".
Rino Pruiti, consigliere delegato alla Legalità e Beni confiscati alla criminalità, oltre che sindaco (di Buccinasco), minacciato dalla criminalità organizzata per il suo impegno sul territorio, ha lanciato un appello deciso ad unire le forze e a creare importanti sinergie tra enti locali, forze dell'ordine e Magistratura, "affinché le segnalazioni possano aver subito riscontro e rendano l'azione contro la criminalità più forte ed efficace. Gli amministratori locali sono sentinelle sul territorio, a tutti loro la mia solidarietà, molti sono sotto tiro, uno ogni tre giorni". Per lui l'ultima lettera minatoria solo poche ore prima del Consiglio metropolitano.
Grande interesse per i contributi dei due esperti ospiti a Palazzo Isimbardi: Marcello Viola, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano ed Alessandra Cerreti, Sostituta procuratrice presso il Tribunale di Milano.
Il procuratore Viola ha specificato: "Il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione è fondamentale nel contrasto alle mafie, insieme all'azione di contrasto della magistratura - ha affermato - Serve un impegno congiunto e sinergico per la prevenzione e la repressione. La lotta alla mafia deve essere un impegno e patrimonio di tutti, puntando su educazione e informazione". Memoria, ricordo e impegno collettivo, le parole chiave. Il procuratore ha spiegato il funzionamento delle organizzazioni mafiose e la loro evoluzione, tra ricerca di consenso e nuove economie: "Una mafia moderna che si fa impresa e cura relazioni e s'infiltra in settori svariati - ha precisato - Nell'area metropolitana è molto diffusa la 'ndrangheta col traffico di sostanze stupefacenti, ma il quadro è variegato e composito e impatta su più settori. Un nuovo rapporto col territorio, offrendo beni e servizi, in un'ottica collusiva. Una vocazione imprenditoriale che tocca l'economia locale con varie forme di riciclaggio". Una mafia silente, fluida e internazionale, sempre più legata al mercato e all'economia legale, confermando la convergenza tra le varie organizzazioni in un'unica cabina di regia. Il motto è "Follow the money" (segui i soldi) per trovare la mafia, la strategia avviata dal giudice Falcone e ancora oggi valida per individuare i percorsi di illegalità.
La vice procuratrice Cerreti nel sottolineare il valore della memoria, ha sollecitato una riflessione sull'attualizzazione delle morti di mafia, per comprendere gli errori commessi e sbagliare di meno. La memoria è andata a Lea Garofalo e a Maria Concetta Cacciola, "donne- esempio di morti non inutili, donne che volevano una vita libera e che hanno permesso di ideare, con Libera, il protocollo Liberi di scegliere, che assicura protezione alle donne di mafia che vogliono staccarsi dalla famiglia". Nel rivolgersi a primi cittadini e prime cittadine ha ricordato l'esistenza di un'area metropolitana ancora "disinteressata" che non riconosce l'esistenza del problema al nord. "Respingiamo ogni tentativo di sottovalutazione; dobbiamo imparare ad anticipare l'evoluzione delle mafie, è importante interpretare la realtà di cui sindaci e sindache sono sentinelle". Un fenomeno complesso, insomma, contro cui la parola d'ordine è sinergia istituzionale: fare rete per contrastare la criminalità organizzata e le varie connivenze. "Sul territorio ci sisete voi ad intepretare i segnali, non dovete consentire ad alcuno di spadroneggiare a casa vostra, siete voi che non dovete stringere certe mani. Valutate, se il vostro Comune è toccato da indagini di mafia, di costituirvi parte civile. Il mafioso ci pensa due volte prima di bussare alla vostra porta. Non scegliere è già una scleta; il silenzio è già complicità, ognuno abbia un ruolo attivo".
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